{"id":2,"date":"2011-09-25T23:03:25","date_gmt":"2011-09-25T23:03:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.signosis.openworks.gr\/wastereuse\/?page_id=2"},"modified":"2011-11-28T01:06:56","modified_gmt":"2011-11-28T01:06:56","slug":"sample-page","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/it.wastereuse.eu\/?page_id=2","title":{"rendered":"Il Progetto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il progetto WasteReuse \u00e8 focalizzato<\/strong> <strong>su due importanti problemi ambientali<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>L\u2019utilizzo incontrollato di rifiuti agricoli (scarti della lavorazione dell&#8217;olio d&#8217;oliva, scarti dall\u2019industria vinicola) e il loro uso incontrollato come fertilizzante per il suolo e il raccolto.<\/li>\n<li>L\u2019utilizzo eccessivo di componenti nutritivi e risorse naturali (acqua, minerali fosforici usati per la produzione di fertilizzanti) e la possibilit\u00e0 di aumentare il riciclo di componenti nutritivi e acqua tramite un uso sostenibile di rifiuti agricoli trattati (o potenzialmente non trattati).<\/li>\n<\/ul>\n<p>E si pone le seguenti finalit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li>Aumentare il riciclo di componenti nutritivi e acqua per mezzo di un uso sostenibile di rifiuti agricoli trattati (o potenzialmente non trattati) e<\/li>\n<li>Combinare le tecnologie sviluppate fino ad adesso con metodologie integrate per il riciclo sostenibile di componenti nutritivi di scarto e acqua di scarto nell\u2019agricoltura, considerando:\n<ul>\n<li>Le colture pi\u00f9 esigenti in termini di fabbisogno idrico nei Paesi Mediterranei.<\/li>\n<li>I parametri di qualit\u00e0 del suolo che consentono l\u2019uso di questo tipo di rifiuti, e<\/li>\n<li>Le conoscenza accumulate fino a questo momento al riguardo di un uso sostenibile di rifiuti agricoli nella produzione agricola in Europa e in tutto il mondo.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sia la produzione di prodotti agricoli sicuri e di alta qualit\u00e0 sia la protezione ambientale sono oggi un punto focale di pubblico interesse. Nei Paesi sviluppati c\u2019\u00e8 una forte richiesta di aumentare non tanto la quantit\u00e0 del prodotto quanto la sua qualit\u00e0; questo a causa della necessit\u00e0 di risparmiare acqua e ridurre il surplus di alimenti, della domanda emergente per un forte rispetto e conservazione dell\u2019ambiente e per il fatto che il mercato di ortaggi non \u00e8 pi\u00f9 soggetto ai bisogni dei\u00a0 consumatori ma alle loro preferenze.<\/p>\n<p>I sistemi di coltivazione intensiva spesso utilizzano eccessive quantit\u00e0 di acqua e fertilizzanti mentre le sostanze nutrienti sono normalmente introdotte tramite sistemi di irrigazione nel momento immediatamente successivo al trapianto, allo scopo di produrre piante molto robuste e sane. Questo porta ad un uso eccessivo di fertilizzanti, che va per esempio dal 20% al 30%, e raddoppia quasi l\u2019ammontare di acqua di cui il raccolto ha effettivamente bisogno. Oltre all\u2019elevato costo di produzione e alla bassa competitivit\u00e0 del prodotto, ci sono anche altri seri problemi ambientali causati da queste pratiche, ad esempio un inutile consumo di acqua, un aumentato rischio di desertificazione dovuto alla salinit\u00e0 del terreno, inquinamento\/degradazione del suolo, inquinamento dell\u2019acqua attraverso lisciviazione delle sostanza nutritive in eccesso e\u00a0 perdita di biodiversit\u00e0 del suolo. La maggior parte di essi \u00e8 gi\u00e0 stata notata nel Sud dell\u2019Europa, dove una significativa percentuale delle terre coltivate soffre di desertificazione, dovuta perlopi\u00f9 all\u2019agricoltura intensiva, a specifiche condizioni climatiche, a incendi boschivi e alla mancanza di acqua.<\/p>\n<p>L\u2019uso di sistemi aventi un impatto minore e l\u2019adozione di tecnologie innovative e\/o specifiche per la prevenzione del consumo delle risorse, mantenendo costante il livello della produzione per soddisfare le richieste del mercato, potrebbero portare sia a uno sviluppo economico a livello locale\/regionale sia alla protezione dell\u2019ambiente e al suo miglioramento.<\/p>\n<p><strong>Ortaggi, cereali e produzione ornamentale in Europa<\/strong><\/p>\n<p>Il settore agricolo \u00e8 ad oggi un importante settore economico nell\u2019area del Mediterraneo. La produzione complessiva di frutta e verdura nell\u2019Unione Europea dei 15 Paesi\u00a0 \u00e8 di circa 15 milioni di tonnellate, che si colloca al terzo posto nel mondo dopo l\u2019Asia (700 milioni di tonnellate) e l\u2019America Latina e i Caraibi (127 milioni di tonnellate). In Europa, il pi\u00f9 importante produttore di frutta \u00e8 la Spagna (32.3%), seguita dall\u2019Italia (30.4%), Francia (13.3%) e Grecia (9.7%). Per quanto riguarda la verdura, il produttore pi\u00f9 importante \u00e8 l\u2019Italia (23,3%), seguita dalla Spagna (20.9%) e dalla Francia (14.6%). Per quanto riguarda i cereali, la Spagna e l\u2019Italia fanno parte del gruppo dei 5 Paesi Europei pi\u00f9 produttivi (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Italia) e, in base ai dati FAO, in Spagna il 44.5% della superficie coltivabile \u00e8 destinato ai cereali (FAO 2000). Inoltre l\u2019Unione Europea \u00e8 il maggiore produttore di fiori e piante ornamentali In tutto il mondo (44.5% della produzione mondiale) mentre l\u2019Italia si colloca alla seconda posizione (15% della produzione totale nell\u2019Unione Europea) subito dopo l\u2019Olanda (32%).<\/p>\n<p><strong>Rifiuti Agricoli<\/strong><\/p>\n<p>Il concetto di rifiuti agricoli si riferisce in senso stretto ai residui del raccolto e della potatura. Questi materiali sono caratterizzati da un\u2019elevata variabilit\u00e0 nel contenuto d\u2019acqua (che dipende dallo sviluppo del raccolto e dalla stagione del raccolto), da un elevato contenuto di materia organica, da componenti minerali variabili ed elevato rapporto C\/N, legati alla natura e alla composizione del residuo. La biodegradabilit\u00e0 dei residui di questo tipo dipende dal loro relativo contenuto di componenti facilmente biodegradabili (zuccheri, cellulosa ed emicellulosa) e da componenti pi\u00f9 resistenti quali lignina e polifenoli. I rifiuti agricoli potrebbero risultare compromessi da alterazioni di natura fitopatologica, fattore che dovrebbe essere tenuto in considerazione nel momento in cui si valutano il loro trattamento e la loro gestione.<\/p>\n<p>La produzione dei rifiuti agricoli \u00e8 caratterizzata dalla stagionalit\u00e0 e dal bisogno di essere rapidamente ritirati dal campo, allo scopo di evitare interferenze con altri possibili usi agricoli e per prevenire la comparsa di problemi sanitari o la propagazione di incendi.<\/p>\n<p>In senso pi\u00f9 generale, possono essere considerati come rifiuti agricoli sia i sotto-prodotti di origine vegetale generati nelle industrie alimentari, come quelle relative alla produzione di olio d\u2019oliva, alla lavorazione di frutta secca o l&#8217;industria vinicola, ecc. sia particolari residui quali compost dalla coltivazione di funghi, o substrati gi\u00e0 utilizzati in coltivazioni di serra. I rifiuti agrari includono anche liquame e letame. Le acque di scarto sono generate durante processi di lavaggio, peeling o sbiancamento e contengono materia organica dissolta e solidi in sospensione. \u00c8 possibile trovarvi anche residui di fitofarmaci, insetti,&#8230;<\/p>\n<p>L\u2019industria agricola produce perlopi\u00f9 residui liquidi e solidi con un carico elevato di materia organica. Il carattere stagionale di questo tipo di industria comporta la presenza di grandi quantit\u00e0 di residui generati in un breve periodo di tempo. Sia la quantit\u00e0 di rifiuti generati sia le loro caratteristiche dipendono dal tipo di raccolto trattato.<\/p>\n<p>L\u2019impatto ambientale di questo tipo di residui \u00e8 considerato piuttosto significativo e quindi \u00e8 richiesto un piano di gestione sostenibile per evitare il degrado ambientale. L\u2019uso inappropriato di questi residui causa la contaminazione del suolo e delle acque, ma anche l\u2019emissione di gas quali metano, ammonio e diossido di carbonio che si diffondono nell\u2019atmosfera. La presenza di materia organica nei residui siti nelle acque di superficie o nelle acque freatiche pu\u00f2 provocare una riduzione di ossigeno disciolto e la morte di pesci, produzione ed emissione di biogas, formazione di una pellicola di materiale galleggiante e infine anche eutrofizzazione. Quando la concentrazione di solidi nelle acque di rifiuto \u00e8 elevata, si possono formare sedimenti in fondo alle acque dove pu\u00f2 verificarsi degradazione anaerobica con conseguente emissione di cattivi odori. Le acque possono anche essere contaminate da residui di fitofarmaci o di altri prodotti chimici contenuti nelle acque di scarto. Nei terreni, i rifiuti provocano l\u2019aumento del contenuto di N che successivamente va incontro ad una lenta mineralizzazione; solo una parte di questo N viene utilizzata dalle colture e il resto \u00e8 lisciviato contaminando le acque freatiche con NO<sub>3<\/sub> ioni, che provocano un degrado all\u2019ambiente acquatico e diventano dannosi per la salute umana.<\/p>\n<p>Ogni anno si producono elevate quantit\u00e0 di rifiuti agricoli nell\u2019area mediterranea. Per esempio, si stima che la coltivazione dei cereali produca circa 5.5-11.0 tonnellate di sostanza secca per ettaro; i residui della potatura di alberi legnosi rappresentano circa 1.3-3.0 tonnellate di sostanza secca per ettaro, mentre la produzione media totale dei rifiuti derivanti dall&#8217;estrazione dell\u2019olio d\u2019oliva si colloca tra 10 e 12 di m3 ed \u00e8 concentrata in un breve periodo dell\u2019anno (Novembre \u2013 Marzo). Questi esempi servono a rendere un\u2019idea dell\u2019elevato ammontare di residui generati e della necessit\u00e0 di sviluppare piani di gestione sostenibili che includano il loro riciclo e il riutilizzo.<\/p>\n<p><strong>Riciclo e Riutilizzo dei Rifiuti Agricoli <\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La scarsit\u00e0 di risorse idriche e l&#8217;interesse per l\u2019ambiente hanno gi\u00e0 condotto in passato al riutilizzo dell\u2019acqua di scarto per l\u2019irrigazione. La maggior parte dei Paesi mediterranei \u00e8 a clima arido e semi-arido con precipitazioni distribuite pi\u00f9 che altro in maniera casuale e stagionale. In seguito al rapido sviluppo delle tecniche irrigue e dell\u2019aumento della domanda per forniture di tipo civile, le risorse idriche convenzionali sono state seriamente impoverite. Di conseguenza, la richiesta di acque di scarto ed il loro riciclo sono sempre pi\u00f9 integrati nella pianificazione e nella gestione delle risorse idriche nella regione del Mediterraneo, in modo particolare per quanto attiene gli impieghi irrigui.<\/p>\n<p>L\u2019esistenza di linee guida \u00e8 necessaria allo scopo di pianificare e successivamente implementare in modo corretto l&#8217;impiego irriguo delle acque di scarto. Le linee guida devono anche promuovere in modo chiaro lo sviluppo delle pratiche migliori. Non c\u2019\u00e8 bisogno che queste linee guida siano definite nel dettaglio, ma \u00e8 necessario che esse prendano in considerazione le specifiche condizioni locali, quali la qualit\u00e0 dell\u2019acqua di scarto bonificata, il tipo di suolo, il clima, le colture pi\u00f9 importanti e le pratiche agricole locali. E&#8217; ovvio il bisogno di condividere una logica comune su entrambe le sponde del Mediterraneo per lo sviluppo delle operazione di bonifica delle acque di scarto e degli standard di riutilizzo. L\u2019uso sostenibile di acqua piovana e il riutilizzo di acqua sporca diventer\u00e0 un tema importante anche per il Sud dell\u2019Europa come lo \u00e8 gi\u00e0 per i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente.<\/p>\n<p>La protezione della qualit\u00e0 dell\u2019acqua, del suolo e dell\u2019aria richiede una gestione appropriata dei rifiuti organici derivati da operazioni agricole. Il riciclo dei rifiuti agricoli tramite la distribuzione sul suolo, il successivo asporto da parte dei vegetali e l&#8217;ottenimento del raccolto \u00e8 una tecnica di utilizzazione dei rifiuti tradizionale e comprovata. Se portata avanti in modo appropriato, si rivela un metodo di gestione dei rifiuti sicuro per l\u2019ambiente e che risulter\u00e0 anche in benefici economici dovuti alla riduzione dell\u2019uso dei fertilizzanti.<\/p>\n<p>Dal momento che i rifiuti agricoli sono ricchi in componenti nutritivi inorganici (micro e macro elementi) e materia organica, il riciclo di questo tipo di rifiuti in agricoltura contribuirebbe a:<\/p>\n<ul>\n<li>ridurre la quantit\u00e0 di rifiuti dannosi che vengono utilizzati nell\u2019ambiente;<\/li>\n<li>riciclare elementi e acqua che in cambio ridurranno i costi di produzione e contribuiranno all\u2019aumento della competitivit\u00e0 e dei profitti dei prodotti europei.<\/li>\n<li>\u00b7Proteggere le risorse rinnovabili e non rinnovabili (suolo, corpi acquatici, minerali fosforici) tramite lo smaltimento e il riciclo degli elementi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Comunque, se viene pianificata la distribuzione al suolo (per esempio attraverso l&#8217;irrigazione), il carico organico e le sostanze tossiche (per esempio i polifenoli) presenti nei rifiuti trattati o non trattati potrebbero non essere i soli elementi a causare preoccupazione. Particolare attenzione dovrebbe essere posta ai componenti inorganici, specialmente K, Cl, NO3-, SO42-, P, Mg, Fe, Zn ed altri, dal momento che concentrazioni molto elevate di tali elementi applicati sul terreno cambiano le sue propriet\u00e0 qualitative in maniera drastica, mentre la concentrazione dei componenti inorganici del suolo (in modo particolare K, P, Fe, Cu, SO<sub>2<\/sub><sup>2-<\/sup>) e la conduttivit\u00e0 elettrica restano molto elevati anche molti anni dopo l\u2019ultimo utilizzo<\/p>\n<p>Questo \u00e8 stato confermato anche dalle attivit\u00e0 svolte all&#8217;interno del progetto attualmente in corso LIFE+07 ENV\/GR\/000280 <em>\u201cStrategie per migliorare e proteggere la qualit\u00e0 del suolo all&#8217;interno del bacino del Mediterraneo in seguito allo smaltimento dei reflui oleari &#8211; PRODOSOL <\/em>(<a href=\"http:\/\/www.prosodol.gr\/\">http:\/\/www.prosodol.gr<\/a>). \u00c8 stato scoperto che le caratteristiche del terreno vengono fortemente influenzate dall\u2019utilizzo diretto sul suolo dei rifiuti derivanti dalla molitura dell\u2019olio di oliva ma anche all&#8217;interno di stagni di evaporazione non protetti, per lo pi\u00f9 attraverso fenomeni di trasferimento dei rifiuti e di lisciviazione. Anche se la sostanza organica e i componenti nutritivi potrebbero avere qualche beneficio sulla fertilit\u00e0 del suolo e sulla crescita delle piante, bisogna sempre tenere in considerazione la seria e potenziale degradazione del suolo a causa della concentrazione molto elevata di elementi inorganici e polifenoli, alle volte vicini o al di sopra delle soglie indicate dalla legge. Inoltre, l\u2019aggiunta di sostanza organica\u00a0 non sufficientemente stabile presente nei rifiuti potrebbe provocare un certo numero di effetti negativi sulle propriet\u00e0 del terreno e sulla crescita delle piante, anche se essa conduce ad un generale incremento della sostanza organica del suolo; tra i possibili effetti negativi, vi sono l\u2019aumento del tasso di mineralizzazione del carbonio organico, l&#8217;instaurarsi di condizioni anaerobiche e il rilascio di sostanze fitotossiche che potrebbero avere un effetto negativo sulla crescita delle piante. <sup>3.4<\/sup><\/p>\n<p>Studi e progetti precedenti dedicati allo sviluppo delle tecnologie di trattamento dei rifiuti agricoli si sono basati per lo pi\u00f9 sulla riduzione del carico organico dei rifiuti (COD, BOD) e sulla riduzione o sul recupero di sostanze importanti quali i polifenoli estratti dalle acque di vegetazione, in certi casi particolarmente dannosi per l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Anche se alcune delle tecnologie sviluppate fino ad ora per il trattamento dei rifiuti agricoli hanno studiato gli effetti dei rifiuti trattati sulla crescita e sui parametri di rendimento di alcune colture, bisogna notare che per ottenere rifiuti agricoli che possano essere utilizzati in modo sicuro in agricoltura, si dovrebbero sviluppare alcune specifiche pratiche di coltivazione dopo uno studio dettagliato dei seguenti elementi:<\/p>\n<ul>\n<li>effetto dei rifiuti agricoli sulla crescita delle piante e caratteristiche di qualit\u00e0 e resa;<\/li>\n<li>richiesta di acqua e componenti nutritivi delle specifiche colture;<\/li>\n<li>effetto dei rifiuti agricoli sulle propriet\u00e0 del terreno;<\/li>\n<li>rapporti terreno-clima;<\/li>\n<li>condizioni ambientali;<\/li>\n<\/ul>\n<p>perci\u00f2, il progetto <strong>WASTEREUSE<\/strong> si pone quale obiettivo:<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">lo sviluppo di nuove pratiche agricole alternative con l\u2019uso di RA trattati (o potenzialmente non trattati) considerando tutti i\u00a0 fattori sopraccitati quali parametri significativi, che influenzano, oltre alla produzione stessa, la qualit\u00e0 del terreno, dell\u2019acqua e dell\u2019aria. <\/span><\/p>\n<p><strong>Fonti<\/strong><\/p>\n<p>1. Kavvadias, V., Doula, M., Komnitsas, K., Liakopoulou, N. Disposal of olive oil mill wastes in evaporation ponds\u00a0: Effects on soil properties. <em>J. Hazardous Mater.<\/em> 182, (2010), 144-155.<\/p>\n<p>2. Doula M., Kavvadias, V. Theocharopoulos S., Kouloumbis P., Ikonomou, D., Arapoglou D. Environmental impacts relative to soil quality caused from the disposal of olive oil mills\u2019 wastes. Case study: A municipality in Crete, Greece. Proceedings of AMIREG 2009: Advances in Resources &amp; Hazardous Wastes Management towards Sustainable Development, 3<sup>rd<\/sup> International Conference, 7-7 September, Athens, Greece, pp. 84<\/p>\n<p>3. Cereti, C.F., Rossini, F., Federici, F., Quaratino, D., Vassilev, N., Fenice, M. Reuse of microbially treated olive mill wastewater as fertilizer for wheat (Triticum durum Desf.). <em>Biosour. Technol<\/em>. 91 (2004), 135-140.<\/p>\n<p>4. Komilis, D.P. Karatzas, E., Halvadakis, C.P. The effect of olive mill wastewater on seed germination after various pre-treatment techniques. <em>J. Environ. Manag<\/em>. 74 (2005), 339-348.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto WasteReuse \u00e8 focalizzato su due importanti problemi ambientali: L\u2019utilizzo incontrollato di rifiuti agricoli (scarti della lavorazione dell&#8217;olio d&#8217;oliva, scarti dall\u2019industria vinicola) e il loro uso incontrollato come fertilizzante per il suolo e il raccolto. 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